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Auto da Porto Torres centro (19km): da Via Sassari proseguire sulla circonvallazione di Sassari (provinciale ex-131), attraversando i paesi di Ottava prima e San Giovanni in seguito, proseguire sino alla seconda uscita SASSARI-SANTA MARIA, ora siete sulla Alghero-Sassari, proseguire dritti, attraversato il tunnel ferroviario vi troverete di fronte la Chiesa di Santa Maria, proseguendo raggiungerete il centro. (Attenzione: autovelox, limite a tratti di 50km/h, entrate di strade secondarie non segnalate).


In auto da Porto Torres porto (23km): dall’uscita del porto seguire i cartelli per SASSARI-CAGLIARI, svoltare a destra e proseguire sulla SS131-E25, sino alla seconda uscita SASSARI (dopo circa 18km di superstrada), ora siete sulla Alghero-Sassari, proseguire dritti, attraversando la zona industriale Predda Niedda arriverete al tunnel ferroviario vi troverete di fronte la Chiesa di Santa Maria.


Auto da Alghero Aeroporto: dall’uscita dell’aeroporto “Riviera del Corallo” proseguire in direzione Alghero, svoltare su Sassari, alla rotatoria sulla SP 54 svoltare sulla destra e proseguire sino a giungere la strada a 4 corsie. Proseguire la 4 corsie SS291 che vi porterà direttamente al centro di Sassari.


Auto da Olbia: dall’uscita del porto seguire le indicazioni “Sassari”, la strada a 4 corsie è ancora in costruzione ed è percorribile a tratti alterni, questo crea lunghe code e tempi di percorrenza un pochino più lunghi del previsto a seconda del giorno della settimana. La strada giunge alla SS131-E25, da quel momento proseguire verso nord per altri 15 km, il primo ingresso di Sassari  (Scala di Giocca) è da evitare in quanto troppo ripido, troppo lungo e vi porta in zona periferica, proseguire sulla SS131 attraversando due gallerie ed entrare in direzione Viale Italia - Ospedale. (Attenzione: autovelox, limiti di velocità irregolari, molti dossi e punti della strada pericolosi per scarsa visibilità, massiccia presenza di mezzi pesanti, rispettare i divieti di sorpasso).


Auto da Cagliari - Oristano: proseguire sulla SS131-E25 per oltre 200km verso nord (sosta di almeno 10 min consigliata all’Autogrill o cambio conducente). Il primo ingresso di Sassari (Scala di Giocca) è da evitare in quanto troppo ripido, troppo lungo e vi porta in zona periferica. (Attenzione: autovelox, limiti di velocità irregolari, da un massimo di 110km/h a 90km/h sino a tratti dove è appena di 50km/h) - (In inverno per tutti i veicoli a motore, è in vigore l'obbligo di catene a bordo o l'utilizzo di pneumatici invernali da neve dal chilometro 137,900 al chilometro 179,500 SS131-E25, nel tratto Campeda (informarsi meglio sul periodo in cui vige l’obbligo dal sito del gestore ANAS)

Abitanti: 126 769 (anno 2017)




Atitudine: 225 m. s.l.m




Superficie: 547 kmq




Nome abitanti: Sassaresi

Sono nato a Sassari il 23 dicembre dell’anno 1985. Questa città costituisce il polo urbano dello storico “Capo di Sopra” dell’Isola. Si estende per be 546 kmq, in termini di estensione del territorio comunale è il più esteso della regione e il quinto d’Italia, dopo Roma, Ravebba, Cerignola e Noto.


Da un punto di vista geografico la città sorge su un tavolato di origine calcarea in discesa verso il golfo dell’Asinara che si può osservare nelle giornate limpide in alcune zone alte della città.


L’ORGINE DEL NOME “SASSARI”


L'origine resta ignota e oggetto di speculazioni accademiche. L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th in sardo. Secondo Massimo Pittau troverebbe riscontro in altre località sarde come Sassareddu (Olbia), Sassara (Genoni), sa Sássara (Tonara), Sassái (Olbia, Silius), Sassalái (Samugheo), Sassalu (Osilo), Sassuni (Sanluri), Satzái (Villagrande Strisaili) e sarebbe traducibile come "ciottoli di fiume" (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a) dal sardiano, antecedente al latino saxum. Questo conferma l'origine non medioevale, bensì nuragica e prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.

Opera pittorica rappresentante la proclamazione della Repubblica sassarese (Il Consiglio della Repubblica sassarese), ad opera di Giuseppe Sciuti, circa 1880. Palazzo della Provincia, Piazza d'Italia, Sassari.

DA VEDERE A SASSARI

La fontana del Rosello

La fontana è un'architettura storica, spesso identificata come simbolo della città; è collocata al centro della valle del Rosello, sovrastata dall’omonimo ponte del periodo fascista, ed ai piedi del sempre omonimo quartiere di Monte Rosello. La fontana attraverso il significato allegorico riassume il fluire del tempo, simboleggiato dalle dodici bocche, chiamate cantaros e con la presenza di quattro statue raffiguranti le stagioni. Agli inizi del 1600 la fontana del Rosello costituiva una novità nelle sue forme derivate dai modelli e temi tardo-rinascimentali che ne fanno un monumento unico in tutta l’isola

IL DUOMO (CATTEDRALE DI SAN NICOLA)


La cattedrale si presenta con un alto campanile, che si eleva sul fianco sinistro, la cui base, a canna quadrata, ornata da archetti pensili, costituisce quasi tutto ciò che resta dell'antica pieve romanica. Al di sopra, il campanile si innalza ancora con una snella torretta ottagonale fornita di cupola, aggiunta nel Settecento.

l primo intervento consistente è quello collocato tra il 1450 quando la chiesa venne ampliata e praticamente rifondata, con la realizzazione tra l'altro di alcune cappelle in stile tardogotico e una enorme volta a crociera nel presbiterio. Alla fine del 16° secolo vi fu educato e vi divenne sacerdote Francesco Zirano, frate francescano martire e poi beato. Nel XVII secolo fu aggiunta l'abside semicircolare ad ingrandimento del coro. Le capriate lignee della copertura della navata vennero sostituite nel XVIII secolo con volte a crociera. Attorno al 1830 la chiesa venne restaurata su progetto del frate architetto Antonio Cano, che introdusse nella fabbrica elementi architettonici e decorativi dello stile rococò e neoclassico; tra gli altri interventi, venne realizzata la struttura cupolata, a pianta ellittica, che andò a sostituire il transetto a volta gotica del precedente impianto. Lo stesso Cano, nel 1813 aveva curato il restauro del convento attiguo. Nel 1846, l'architetto Antonio Cherosu realizzò la torre campanaria a canna cilindrica che sostituì il campanile gotico catalano a pianta ottaganale del XIV secolo, crollato improvvisamente dopo i lavori del frate Cano. Nel 2014, a seguito della beatificazione di padre Francesco Zirano, all'esterno della chiesa è stata collocata una statua che ne rappresenta il martirio. Vandalizzata poco tempo dopo, è ora conservata nel convento.

La chiesa è sede di sette gremi cittadini: il gremio dei Muratori, quello dei Sarti, degli Ortolani, dei Falegnami, dei Contadini, dei Piccapietre e degli Autoferrotranvieri.

CHIESA DI SANTA MARIA DI BETLEM

PALAZZO GIORDANO

Il palazzo Giordano Apostoli è situato in Piazza d’Italia, ed è considerato il "vestibolo della nuova città borghese". Oggi è sede della Banca Intesa Sanpaolo.

Venne costruito a partire dal novembre del 1877 per conto del senatore Giuseppe Giordano Apostoli, fondatore del quotidiano La Sardegna, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Pasquali, deceduto prima del compimento dei lavori, al quale subentrò l'architetto Luigi Fasoli, che ne curò tutti i dettagli (pavimentazione, scale, atrio, poggioli, serramenti, inferriate, ecc.) e le decorazioni.

PIAZZA D’ITALIA: LA PIAZZA PIU’ IMPORTANTE DI SASSARI


Si trova ai margini del centro storico medievale, appena fuori le mura della città, lungo l'antico asse stradale, già esistente in epoca romana, che collegava Turris Lybissonis a Karalis e attualmente è chiamato via Roma.

Piazza d'Italia risponde al progetto previsto nella planimetria dell'ing. Enrico Marchesi del 31 maggio 183 ed è la prima realizzazione concreta di una delle nuove parti (Appendici) della città che prenderà forma dal XIX secolo.

 





PALAZZO “DELLA PROVINCIA” O PALAZZO SCIUTI


All'indomani dell'unità di Italia le istituzioni cittadine, quali Provincia, Comune e Prefettura, erano costrette alla convivenza negli angusti locali di teatro civico, palazzo d’Usini e palazzo Ducale. Nel 1872 si decise quindi di costruire un nuovo palazzo di grande dignità e decoro in uno stile neoclassico e molto accademico. Nel 1899 in asse all'ingresso venne collocato il monumento al padre della patria Vittorio Emanuele II, realizzato da Giuseppe Sartorio, e nel 1923 l'aspetto scenografico sul piano inclinato della piazza venne parzialmente attenuato dalla realizzazione della prospiciente scalinata. Il palazzo della Provincia, insieme ad altri importanti monumenti di importanza nazionale, figura nella ventinovesima pagina dei passaporti italiani.

 

Caratterizzano l'esterno del duomo anche la cupola semisferica e i doccioni, che sporgono lungo i fianchi, alcuni originali della ricostruzione gotica del quattro cinquecento, altri rifatti in epoche successive.

L'elemento però che più colpisce è il prospetto principale del tempio, in stile barocco, col suo trionfo di decorazioni. Tale facciata è distinta in tre livelli: nel primo si apre un portico a tre archi a tutto sesto, nel secondo tre nicchie riccamente ornate ospitano le statue dei tre santi martiri turritani, nel terzo e ultimo si apre la nicchia con la statua di san Nicola. Chiude la facciata una scultura del Padreterno, all'apice del fastigio curvilineo.

COME RAGGIUNGERE SASSARI

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  Suggerimenti                                                                             Scuola Normale Superiore                                                                                                                                                                                       Via Giovanni Verga 9

  Crediti - Note Legali                                                                  Università di Pisa                                                                                                                                                                                                      07046 - Porto Torres (SS)

                                                                                                    Università di Napoli                                                                                                                                                                                                   Tel. +39 3461345232 

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