L’INSEGNAMENTO

Dare ad altri cognizione di che che sia [Latino: docere, monstrare, indicare]. Insegnare vuol dire trasferire idee o abilità da una persona all'altra, come recita un vecchio proverbio: "Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.". Spero solo che ami il pesce. Nella radice della parola "insegnare" si trova "insignàre", che in latino vuol dire "imprimere, fissare, segnare". Quando si insegna qualcosa a qualcuno, infatti, gli "imprimiamo" una nuova conoscenza, che potrà decidere se usare o meno nella sua vita quotidiana

L’insegnamento è stato da tempo la mia passione maggiore. Il voler trasmettere agli altri ciò che io ho acquisito lo vedo di una gratificazione unica. E’ una sorta di missione, una volontà di voler far si che in futuro il mondo possa essere in qualche modo migliore rispetto ad oggi. 

 

Durante la mia carriera lavorativa mi sono trovato a dover insegnare sia come docente privato di supporto agli studenti in difficoltà, sia come insegnante nei corsi universitari, ma  ultimamente a partire dal 2020 anche nelle scuole statali di primo grado (le vecchie scuole medie). 

L’insegnamento ha le sue peculiarità a seconda sia dell’età degli studenti che dei temi che si vogliono affrontare nelle materie insegnate. Ogni volta che ci si trova davanti ad un singolo studente, un’aula di universitari oppure ad una classe di alunni di scuola è una avventura sempre diversa dalle precedenti. 

Le lezioni private come missione di liberazione dalle difficoltà scolastiche e dallo sconforto

Impartire lezioni private ti pone davanti alla missione di far riappassionare gli studenti in una materia dove si erano in qualche modo sperduti; è un continuo ricercare quegli appigli che possono in qualche modo far recuperare e ripartire alla grande lo studente che si è trovato in difficoltà. Non è sempre facile ma anzi il più delle volte l’insegnante si trova in difficoltà al pari del ragazzo e lo sconforto potrebbe arrivare da un momento all’altro dopo l’ eventuale insuccesso dello studente seguito. Allora sta li la volontà di non lasciarsi perdere tutto, bisogna lottare ed andare avanti sino a che lo studente non riprenda a camminare da solo, ad amare quella materia che odiava e ad appassionarsi chissà a nuove cose che in quel momento difficile gli sembravano irraggiungibili ma che tu, insegnante, gli hai permesso di vedere con occhi diversi. Arriverà allora prima o poi il suo primo successo sia scolastico che personale e li saranno davvero tante le soddisfazioni. Infatti l’aver dato al proprio studente una via di uscita dalle difficoltà incontrate a scuola è una delle più grandi soddisfazioni che si possono avere. 

 

L’insegnamento all’università come preparazione alla vita professionale 

Insegnare all’università ha un ruolo completamente diverso, in questo caso la nostra missione è quella di fornire una serie di conoscenze che possano servire ed essere utilizzate dai futuri professionisti nel mondo del lavoro e non solo. Professionisti che un domani potranno far progredire la società e migliorare la vita dell’uomo. Per la prima volta mi sono trovato ad insegnare informatica ad una platea di studenti in medicina: due mondi apparentemente distaccati, l’informatica e le scienze mediche non sembravano molto collegate. Ho cercato in tutti i modi di far capire loro l’importanza oggi delle tecnologie informatiche nel mondo della medicina, un progresso che davvero pone come obiettivo sempre il miglioramento della vita dell’uomo. Il loro appassionarsi alla materia per me è stata una grande soddisfazione. 

Insegnare nelle scuole come missione di preparatore alla vita 

L’insegnamento nelle scuole è invece una missione ancora più complicata ma allo stesso modo molto più gratificante. La missione dell’insegnante a scuola è ancora diversa dalle altre ed è incentrata sul piantare negli allievi l’amore per il sapere; ma ciò non basta, infatti nello stesso tempo e nello stesso modo si devono fornire loro degli esempi di vita, ed ecco che il docente di scuola deve essere per loro un punto di riferimento oltre che un portatore di conoscenze e un conoscitore del mondo adulto. Loro si rivolgono a te spesso con domande ingenue e appassionate, ti vedono come una persona che sa tutto del mondo, una persona che è forte e  sa affrontare tutte le sfide.  Ma in realtà sappiamo bene che non è cosi e che anche noi insegnanti abbiamo delle debolezze che non bisogna mascherare. Insegnare a dei ragazzini nel periodo della pre-adolescenza è davvero delicato, bisogna cercare di vedere quali siano le loro passioni ed aspirazioni nella vita e non deluderli mai, far vedere loro che il mondo gli attende e che sono loro che un domani prenderanno il nostro posto e dovranno a loro volta far si che il mondo possa progredire di volta in volta. 

In fin dei conti …

Ogni volta che ti trovi davanti a degli studenti, siano loro alunni di scuola, studenti che hanno bisogno di un aiuto particolare, oppure degli universitari assetati di sapere, non sai mai cosa ti aspetta prima di iniziare ma sai che alla fine ti lasceranno tantissime soddisfazioni ma anche un vuoto dentro di te, e questo è il momento più duro … il dover lasciare che i propri studenti prendano in mano la loro vita e camminino da soli. E’ difficile ogni volta lasciare una classe sopratutto se si è creato un forte legame, ma bisogna sapere che quello che gli è stato insegnato prima o poi un domani permetterà loro di raccogliere i frutti del tuo insegnamento e loro si ricorderanno sempre di te.

 

Luciano Carta